Il seminario «Du public au commun», previsto a Parigi nel biennio 2010–2011, nasce con l'ambizione di contribuire alla ricerca di nuove strade per il pensiero sociale e politico.

Il punto di partenza è la trasformazione prodotta dalla logica neoliberale di privatizzazione e concorrenza, sviluppatasi sulle crisi delle forme storiche del socialismo e del comunismo. Di fronte a questo scenario, la semplice difesa dei servizi pubblici rischia di restare su un terreno difensivo. La questione diventa allora come costruire un'alternativa capace di misurarsi con la crisi del capitalismo e di riaprire il campo delle idee.

Un concetto da costruire

Il comune viene proposto non come parola d'ordine conclusiva, ma come campo di problemi. È un concetto da elaborare attraverso la storia dei commons, il confronto teorico e l'osservazione delle pratiche concrete di cooperazione e coproduzione.

Questa prospettiva invita a pensare oltre l'alternativa rigida tra mercato e Stato, privato e pubblico. Tale opposizione non esaurisce la storia delle lotte sociali né le esperienze di associazione, autogestione e organizzazione collettiva che hanno prodotto forme diverse di vita comune.

Il passaggio dal pubblico al comune viene qui inteso come un percorso di ricerca: non una soluzione già data, ma un insieme di domande sulle istituzioni, sui diritti collettivi e sulle norme capaci di sostenere la cooperazione.

Pratiche, diritti, istituzioni

Costruire il comune richiede di esaminare le pratiche reali nei diversi ambiti sociali, le loro conseguenze politiche e giuridiche e i modi in cui producono soggettività. Significa anche chiedersi quali diritti collettivi possano emergere, quali norme li rendano effettivi e come nuove forme di istituzione possano accompagnare queste esperienze.

Il seminario raccoglie così una serie di interrogativi: come riconoscere le forme di cooperazione già presenti? Come sottrarle alla privatizzazione senza ricondurle a una gestione burocratica? E come trasformare pratiche diffuse in istituzioni aperte, condivise e capaci di durare?